In fase di movimentazione dati su macchine Windows non è difficile incappare nel file Thumbs.db:

On Microsoft Windows operating systems, starting with the Internet Explorer 4 Active Desktop Update for Windows 95 and 98[1][2], a thumbnail cache is used to store thumbnail images for Windows Explorer’s thumbnail view. This speeds up the display of images as these smaller images do not need to be recalculated every time the user views the folder.

[Wikipedia]

Windows 2008: dove trovare l'utility di Pulizia Disco

Questo talvolta può creare problemi e in linea generale non è utile al fine della movimentazione dati stessa, il file può essere ricreato in qualsiasi momento e può quindi andare perduto senza pensarci più di tanto. Se hai bisogno di fare piazza pulita sulla cartella di destinazione (e relative sottocartelle) puoi passare per un prompt dei comandi e una riga molto semplice che permette la cancellazione di tutti i file Thumbs.db:

del /s /a:h Thumbs.db

Il comando permette – partendo da una cartella da te scelta – di attraversare ogni sottocartella e cancellare quel file in qualsiasi punto si trovi, finirai quindi per cancellarne decine o centinaia al termine, senza impazzire più di tanto. In caso di problemi e Thumbs.db impostati in sola lettura puoi provare a forzare la mano aggiungendo un paio di parametri:

del /s /q /f /a:h Thumbs.db

Il parametro /q permette di eseguire la cancellazione senza chiedere mai conferma, il /f permette di forzare la mano in caso di rogne. Questo potrebbe però non funzionare in tutti i casi, motivo per il quale posso suggerirti l’utilizzo di una piccola utilità molto leggera da tenere a portata di mano (chiave USB, Cloud, ecc.) e che ti aiuta a portare a termine il compito tramite interfaccia grafica, si chiama Thumbnail Database Cleaner e si scarica gratuitamente da itsamples.com/thumbnail-database-cleaner.html (qui il collegamento diretto al file ZIP se vuoi).

Cancellare rapidamente i Thumbs.db

Il programma è portable, non serve installazione, aprilo e punta a una cartella che ti interessa, lancia la ricerca dei file Thumbs.db (Start Search) e fai piazza pulita facendo clic su Clean al termine, lascia spuntata l’opzione “Include Subdirectories“.

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Pillole

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Avevo la necessità di creare un file d’archivio (7z) per ciascuna sottocartella presente in una determinata cartella padre. 7-Zip alla mano e riga di comando per una soluzione presto fatta, l’ho provato con successo su macchina Windows 2019, giusto qualche accortezza che vado a descriverti poco sotto ma null’altro, è l’ideale nel caso in cui tu non voglia compattare tutto un grande calderone in un solo file d’archivio (come spesso accade per esigenza).

Utilizzare 7-Zip per creare pacchetti di installazione

Archivi multipli con 7-Zip

Il codice qui sotto parte da una cartella padre contenente molte sottocartelle, ognuna delle quali verrà inserita in un archivio 7z separato, tu puoi certamente modificare alcuni parametri come la posizione di 7-Zip e – se lo desideri – il nome del file prodotto. Copia il codice qui di seguito e salvalo in un file CMD (esempio: 7z.cmd) tramite editor di testo, ti spiego cosa puoi ritoccare.

@echo off
for /d %%X in (*) do (
PUSHD "%%X"
"%ProgramFiles%\7-Zip\7z.exe" a "..\%%X.7z" "*"
POPD
)

Il codice parte dal presupposto che tu abbia installato 7-Zip a 64 bit (o che sia installato in una macchina a 32 bit), per questo motivo il puntamento al file 7z.exe corrisponderà a %ProgramFiles%. Se così non fosse (per esempio nel caso in cui tu abbia installato 7-Zip 32 bit su una macchina a 64 bit) ricorda di sostituire %ProgramFiles% con %ProgramFiles(x86)%. Lo script analizza tutte le cartelle trovate nella sua stessa posizione e per ciascuna di queste richiamerà l’eseguibile di 7-Zip producendo un archivio chiamato con lo stesso nome della cartella ed estensione 7z (utilizzando le impostazioni predefinite di 7-Zip).

Per modificare il nome del file potrai ritoccare %%X.7z inserendo ciò che ritieni opportuno, per esempio archivio_%%X.7z o %%X_archivio.7z, cerca solo di evitare di toccare %%X perché è ciò che riporta il nome della cartella compattata sul file 7z finale (diversamente faticheresti a riconoscere quell’archivio). Nota importante: lo script (quindi il file CMD) dovrà risiedere nella stessa cartella padre dove all’interno ci sono le sottocartelle da compattare. Lanciarlo da un percorso UNC di rete non funzionerà, dovrai quindi mappare l’unità di rete con una lettera tutta sua prima di lanciarlo (diversamente inizierà a compattare ciò che trova nella cartella di sistema, quindi C:\Windows).

Per comodità ti propongo il download del file CMD già pronto, lo trovi qui: go.gioxx.org/7zcmd.

Questo è quanto, spero possa tornarti utile.


Credits: stackoverflow.com/questions/35183941/7zip-bat-command-compress-multiple-folders-to-multiple-corresponding-archives
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Buona domenica a te che stai leggendo questo riepilogo, appuntamento mancato all’appello della scorsa settimana ma che recupera terreno. È stata una settimana molto impegnativa sotto molti punti di vista e immagino lo sarà anche la prossima, poco tempo da dedicare alla stesura di nuovi articoli e tanto (ma tanto) da recuperare, sia prove prodotto che altro, devo assolutamente riuscire a mettere un po’ di carne nuova sul fuoco, vedrò di impegnarmi e di cercare qualche slot da dedicare al mio blog.

Virus

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Ultime novità

  • Russia just blocked its citizens from using ProtonMail: (🇬🇧) la Russia chiede di poter accedere i server di ProtonMail per identificare alcuni utenti nel corso di una indagine non meglio descritta, ProtonMail si rifiuta e la Russia decide di bloccare l’accesso al servizio nei confini della propria nazione. Mi sembra di averla già sentito questa storia (il caso Telegram, NdA), ProtonMail però afferma che non è andata esattamente così.
  • Si diffonde il phishing legato al Coronavirus: i file da evitare: (🇮🇹) inevitabilmente in seguito al diffondersi delle notizie in merito al CoronaVirus (panico e allarmismo gratuito compreso) è arrivato il tempo degli attacchi informatici che fanno leva sulle paure comuni. Occhio quindi a ciò che si scarica e si apre sul proprio PC.
  • Air Italy in liquidazione, piano straordinario per 35 mila passeggeri: (🇮🇹) non è mai buona cosa quando un’azienda deve arrendersi e dichiarare bandiera bianca. 1500 lavoratori di Air Italy rischiano di perdere il loro posto di lavoro (per mancata riassegnazione), molti clienti dovranno essere rimborsati o collocati su voli che vadano a coprire le medesime tratte. Un problema per tutti.
  • Ecco i nuovi compensi per copia privata: Franceschini aumenta gli smartphone. Pagheranno anche gli smartwatch: (🇮🇹) un vicolo cieco dal quale non si riesce a uscire, le spalle al muro e il portafogli aperto, inevitabilmente. Il compenso per la copia privata è stata (ed è tutt’ora) una di quelle gabelle fortemente volute per riconoscere ad autori e tutta la filiera dell’industria culturale una sorta di perdita economica dovuta alla copia che una persona può effettuare di un’opera legalmente posseduta. Chi è che effettua oggi questo tipo di copie? Viviamo nell’epoca dello streaming e dell’on-demand puro, i prezzi per la copia privata si alzano e vanno a impattare anche dispositivi come gli activity tracker che nulla c’entrano con questo tipo di operazioni.
  • Caricabatteria universale, l’Europa ha fretta: (🇮🇹) che poi non è mica una novità, sono anni che su questo campo di battaglia ci sono morti e feriti senza che la guerra sia realmente terminata. Secondo Apple l’universalità non esiste se fatta da altri, nel suo caso utilizza connettori proprietari e di tanto in tanto si appoggia agli standard (vedi USB-C e iPad). Per l’Europa questa storia deve ormai vedere una fine all’orizzonte, chi la spunterà sarà solo il tempo a dircelo.
  • Cookie, nuovo sistema di classificazione su Google Chrome: (🇮🇹) Google cambia le carte in tavola (ancora una volta) e vuole provare a fare piazza pulita di tutti quei cookie derivati da fonti terze rispetto al sito web visitato, si tratta di una mossa abbastanza intelligente e ideata per favorire la privacy dei dati dell’utente, ma come ogni medaglia ci sarà sempre l’altra faccia pronta a fare da escamotage per non perdere preziose informazioni per i grandi del Web. Chi la spunterà?
  • Apple, da marzo acquisto unico delle app per iOS, iPadOS, macOS e tvOS: (🇮🇹) non che si tratti di novità, per carità, eppure da marzo la cosa diventerà ufficiale. Apple permetterà agli sviluppatori di mettere in commercio la loro applicazione che con un unico acquisto potrà essere installata su ogni sistema della Mela. Il fatto che poi lo sviluppatore rinunci a ottenere guadagni multipli in base all’OS utilizzato è altra storia (e sappiamo tutti come finirà quasi certamente).

Privacy e Sicurezza

  • Il mio cloud? E’ a casa mia: (🇮🇹) Emanuele descrive la sua attuale configurazione di rete e storage che gli permette di accedere ai suoi dati in mobilità (oltre che da casa) sfruttando un Cloud personale. La VPN pensa al resto (e un paio di punti di backup aiutano a mettere la ciliegina sulla torta).
  • Backup video su Google Foto accessibili da terzi per errore: (🇮🇹) uno di quegli errori tanto brutti che non dovrebbero mai capitare vista la delicatezza di tali dati. Google ammette che alcuni video sono finiti in backup esportati da utenti che nulla avevano a che fare con quei file. Falla immediatamente corretta che ha però generato diverse (giuste, NdA) polemiche.

Dai un’occhiata anche a …

  • Cubbit NAS is an IoT datacenter-trojan for your home: (🇬🇧) è una riflessione più che lecita e giusta. Ti ho già parlato del progetto Cubbit, io ormai non sono più a bordo da qualche tempo (è stata chiusa la fase Alpha / Beta e non ho ricevuto il prodotto in prova per poter valutare la sua versione commerciale) ma qualche domanda sull’idea alla base dei servizi commerciali e la sopravvivenza della rete privata me l’ero già fatta anche all’epoca, peccato non poter avere risposta chiara in merito.
  • Watch a Mother Reunite With Her Deceased Child in VR: (🇬🇧) esiste un limite etico all’utilizzo della VR? Una mamma ha potuto rivedere la sua bambina (deceduta) in una ricostruzione virtuale creata per documentare uno dei possibili utilizzi della realtà virtuale applicata alla nostra quotidianità. Non c’è giudizio personale, lascio domanda e risposta a te, la valutazione è soltanto tua.
  • The Best Apple AirPods Pro Tips and Tricks: (🇬🇧) un interessante spunto se sei diventato (o pensi di diventarlo in futuro) possessore di AirPods Pro, gli auricolari in-ear di Apple che permettono la totale cancellazione del rumore e non solo. Io mi trovo bene con i miei AirPods della precedente generazione (qui l’articolo che ne parla: Mi hanno convinto ad acquistare le Apple AirPods) e per il momento non prevedo di migrare, in ogni caso l’articolo è carino e può tornare utile.
  • Do You Really Need More RAM?: (🇬🇧) da quando abbiamo a che fare con il mercato delle memorie SSD la storia riguardo la lentezza della propria macchina è certamente cambiata. Nella lista della spesa la memoria SSD è diventata priorità per ringiovanire anche le macchine più vecchie, l’aumento della RAM è sicuramente ancora presente ma non rappresenta più la priorità massima.
  • In what ways does Google track you?: (🇬🇧) ti sei mai chiesto in quanti modi Google è capace di tracciare le tue attività? C’è chi ne ha fatto un sunto, solo uno dei tanti (troppi?) articoli che ne parlano, è sempre comunque bene tenere d’occhio l’evoluzione della cosa. La privacy è assolutamente importante e mai da sottovalutare.
  • Google Maps Hacks: (🇬🇧) la notizia è saltata fuori ormai diversi giorni fa e ha fatto il giro del mondo. Puoi “mettere in ginocchio” il sistema di rilevamento traffico di Google Maps in una sola mossa? Beh, la risposta tutto sommato è sì, c’è riuscito questo ragazzo con 99 smartphone completi di SIM, tutti attivi su Maps, tutti rilevati dalla geolocalizzazione, la stessa che ha illuminato di rosso le strade percorse sulla mappa del traffico in tempo reale.
  • iHateRegex: (🇬🇧) un tool adatto a tutti coloro che non vogliono impazzire quando c’è bisogno di costruire un’espressione regolare o capirne il significato.
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Se hai usato almeno una volta il plugin che permette(va) di creare link affiliati di Amazon all’interno di WordPress (articoli e pagine) ti sarai certamente ritrovato nella casella di posta elettronica una comunicazione un po’ inaspettata e sicuramente sgradita. Amazon sembra percorrere la medesima strada di Google e decide di interrompere sviluppo e supporto del suo stesso plugin, il tutto con un preavviso neanche troppo ragionevole se penso a chi là fuori ha costruito magari un introito stabile basato sull’operato e sulle vendite procurate (e no, quel qualcuno non sono certamente io).

Amazon

Photo by Christian Wiediger

Interruzione del funzionamento di Amazon Associates Link Builder dal 9 marzo 2020

Ciao,

in passato abbiamo lanciato l’Amazon Associates Link Builder (AALB), un plugin per WordPress che consente di creare link dei prodotti Amazon nei contenuti del tuo sito. Man mano che le esigenze dei clienti si evolvono, abbiamo continuato a investire in strumenti di creazione dei contenuti con maggiori possibilità di utilizzo rispetto ai plugin di WordPress.

Pertanto, abbiamo deciso di interrompere l’uso di AALB per via delle sue limitate possibilità. Ti preghiamo di notare quindi che a partire dal 13 febbraio 2020 l’AALB non sarà più disponibile al download dalla sezione dei plugin WordPress. Qualsiasi link esistente dei tuoi blog WordPress creato utilizzando questo plugin smetterà di funzionare dal 9 marzo 2020.

Proseguiremo nel nostro impegno di aiutarti nella creazione di contenuti in termini di tecnologie e strumenti. Pubblicheremo miglioramenti per gli strumenti esistenti e lanceremo nuovi strumenti che renderanno più semplice la costruzione di siti e applicazioni, nonché link ai prodotti Amazon.

Se hai altre domande o problemi nella rimozione del plugin AALB, dai uno sguardo alle nostre FAQ (le trovi in fondo alla pagina):
https://amazon-affiliate.eu/it/informazioni-sul-programma/amazon-associates-link-builder/

Recita così l’email di Amazon. Il problema è intrinseco del passaggio alle nuove API per il quale dovresti – anche in questo caso – aver ricevuto comunicazione scritta a mezzo posta elettronica (IMPORTANT UPDATE – Upgrade to PA API 5.0 before PA API 4.0 shuts down on March 9, 2020), lo sviluppo del plugin porta via evidentemente troppo tempo e soldi al big dell’e-commerce che non vede un ritorno concreto dell’investimento, decidendo di cessare non solo l’esistenza del plugin (che non sarà più disponibile nel repository di WordPress) ma anche della sua funzionalità (con le nuove API non sarebbe capace di dialogare e funzionare oltre la data di passaggio). Questo costringe il proprietario del blog a cambiare rotta e scegliere un diverso plugin che lo aiuti nell’impresa di includere prodotti Amazon con referral code utile per ricevere piccolissime somme di denaro in fase di conclusione di un ordine.

Io facevo uso del plugin ufficiale Amazon qui su Gioxx’s Wall, per questo motivo ho cercato le possibili alternative fino ad arrivare a quella adottata (a pagamento) che è sembrata la migliore in fatto di estetica, performance, supporto e aggiornamenti (verificati tramite pagina ufficiale sul repository Plugin di WordPress.org). La mia scelta si chiama AAWP.

AAWP: Amazon Affiliate WordPress Plugin

Soluzione premium che prevede pagamento (anche una tantum, non serve rinnovarlo annualmente se non si ha necessità di supporto prioritario o se non c’è una major release), Amazon Affiliate WordPress Plugin (più semplicemente AAWP) ha un sito web ricco di informazioni e demo disponibile all’indirizzo getaawp.com. Dando una rapida occhiata noterai che è in grado di proporre già una vasta soluzione di collegamenti possibili allo store di Amazon, interfacciandosi con quest’ultimo tramite API, ed è già compatibile con l’aggiornamento che sta per arrivare.

Tra le funzioni di AAWP ho apprezzato particolarmente i box correlati di descrizione, valutazione e – se vuoi – recensioni sui prodotti (cosa che ho personalmente disattivato qui su Gioxx’s Wall) ma anche le tabelle comparative che possono mettere di fianco l’uno all’altro più prodotti per permetterti di capire perché uno di questi è meglio dell’altro. Se vuoi dare una sbirciata alle sue funzioni e sfaccettature ti rimando alla pagina demo del sito web ufficiale: getaawp.com/demo. Io nel frattempo ho modificato tutti gli articoli in cui riportavo dei collegamenti affiliati per permettere al nuovo plugin di ereditare quanto fatto precedentemente con quello Amazon ufficiale.

Ti inserisco qui di seguito un assaggio di AAWP proponendoti per esempio 3 tra i monitor 4K più venduti, catturati direttamente da Amazon senza mio intervento manuale (utilizzando il codice [ amazon bestseller="4k monitor" items="2" ]) e un altro set fatto da 4 box dedicati al mondo Marvel, stavolta dichiarando il codice univoco che identifica un qualsivoglia prodotto sul noto store:

ScontatoBestseller No. 2
Samsung U28E570D Monitor 28 Pollici, UltraHD, 4K, 3840 x 2160, 1 ms, 16:9, 60 Hz, 2160p, LED, AMD FreeSync, 2 HDMI, Display Port Incluso, Nero
  • Monitor 4K di 28 pollici con risoluzione UltraHD molto realistica (3840 x 2160)
  • Monitor UHD con 1 miliardo di colori per immagini nitide e ricche di dettagli

Tutti gli shortcodes sono raccolti nella pagina getaawp.com/docs/article/shortcodes e con l’arrivo delle nuove API alcune funzioni non porteranno a risultati corretti, occorrerà attendere che Amazon ripristini il tutto per permettere a questo plugin (e a tutti gli altri) di tornare a essere completamente operativi anche con liste di bestseller e novità. Prezzo e ulteriori informazioni sono disponibili su getaawp.com/pricing.

No, non è un articolo sponsorizzato, credo che possa tornare utile a qualche orfano del plugin ufficiale in attesa che Amazon stessa proponga qualcosa di nuovo prossimamente, sperando che non voglia abbandonare totalmente WordPress.

Buon lavoro!

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Avevo bisogno di riempire alcune cartelle di Dropbox con file completamente inutili e dimostrativi a fini formativi. Inizialmente ho creato le cartelle e più tipi di file, inserendo all’interno di questi ultimi del testo inventato sul momento. Mi sono però reso conto che per queste cose c’è sempre qualche mente malata che pensa e realizza (e io la ringrazio per questo) permettendo ai comuni mortali di accelerare i tempi quando si tratta di mettere in piedi qualcosa di necessario.

Due esempi che mi sono tornati utili sono file-examples.com e it.lipsum.com. Il secondo lo conoscevo già da diverso tempo, il primo l’ho trovato per puro caso, lanciando una ricerca su Google. Se Lipsum serve a generare paragrafi e paragrafi di testo che puoi facilmente riportare poi in un documento di Word, di puro testo, di PowerPoint e via discorrendo, File-Examples è invece un piccolo deposito di file già pronti da scaricare, diverse le estensioni a disposizione così come diversa è la loro occupazione sul disco.

Scarica file di esempio da file-examples.com 1

Mi è tornato davvero comodo, se per le immagini esistono da sempre siti web ad-hoc che utilizzo anche per questo blog e che in tanti già conoscono (Unsplash, Pixabay, Pexels, ecc.), per file della suite Office (doc, docx, odt, pdf, xls, ppt, pps e altri ancora) o html, csc, css, zip, bzip2 e chissà cos’altro non avevo effettivamente mai trovato un punto di riferimento rapido. File-examples risponde banalmente (ma in maniera efficace) a un’esigenza particolare e che non tutti hanno, questo è certo. Gratuito, semplice, veloce, quindi grazie a voi che avete deciso di metterlo in piedi.

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