Ogni volta che sento le parole “Outlook”, “CRM” e “Plugin” i peli del braccio si muovono tutti insieme un po’ come succede a Spider-Man con i suoi sensi di ragno in caso di pericolo. In generale la convivenza tra il client di posta elettronica Microsoft e il plugin Dynamics che si installa a bordo di quest’ultimo non è esattamente idilliaco. Rallentamenti, qualche scaramuccia, sembrano fidanzati delle superiori che “sì esco con lui ma non è una cosa seria“. Può succedere quindi di dover disinstallare il plugin e per farlo in maniera completa è necessario conoscere posizioni (cartelle) e chiavi che quest’ultimo lascia nel registro di sistema. Un prontuario per mettersi al riparo e tentare una nuova installazione pulita che possa correggere i problemi riscontrati.

Rimuovere completamente Microsoft Dynamics 365 for Microsoft Office Outlook

Rimuovere completamente il plugin

Facciamo così: provo a immaginare che tu abbia già rimosso il plugin in maniera convenzionale passando dall’Installazione applicazioni di Windows (Pannello di Controllo), do quindi per buono che si stia parlando di sola pulizia approfondita di ciò che è rimasto a bordo della macchina e che tu non debba subire il mio stesso destino di mancata disinstallazione per il quale sono stato costretto a utilizzare il buon vecchio Process Explorer e quella pazienza che ti porta a capire che processi tengono in ostaggio ciò che ti serve rimuovere.

Prima di cominciare credo sia obbligo solito il mettersi “al riparo“:

ATTENZIONE: Prima di eseguire qualsiasi modifica ai tuoi file e/o dispositivi sei pregato di effettuare un backup di questi (o lavorare in ambiente di test e mai di produzione). Solo così sarai capace di tornare indietro ponendo rimedio a eventuali errori di distrazione.

Partiamo?

  1. Cerca e disinstalla (se presente) il Microsoft SQL Server Compact edition.
    • Devo informarti che disinstallare questa applicazione può causare perdita di dati nel caso in cui qualche altro software faccia uso del medesimo applicativo.
  2. Rimuovi la cartella %AppData%\Local\Microsoft\MSCRM se esiste.
  3. Rimuovi la cartella %AppData%\Roaming\Microsoft\MSCRM se esiste.
  4. Rimuovi la cartella %PROGRAMFILES(x86)%\Microsoft SQL Server se esiste.
  5. Rimuovi la cartella %PROGRAMFILES(x86)%\Microsoft Dynamics CRM se esiste.
  6. Apri ora il Registro di Sistema con diritti amministrativi (Start → digita regedit e lancialo come amministratore). Ti consiglio di creare un file di backup del registro prima che tu faccia modifiche, non si sa mai. Ciò detto, cerca e cancella le seguenti chiavi ammesso che esistano.
    • HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Microsoft Dynamics CRM 2015 for Microsoft Office Outlook
    • HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\MSCRM
    • HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\MSCRMClient
    • HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\MSCRMMsgStore
    • HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\MSCRMIntegration
    • HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\Outlook\Addins\crmaddin.RibbonAddin
    • HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\16.0\Outlook\Addins\crmaddin.RibbonAddin
    • HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\MSCRM
    • HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\MSCRMClient
    • HKEY_LOCAL_MACHINE \Software\Microsoft\MSCRMIntegration
    • HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\Office\Outlook\Addins\crmaddin.Addin
  7. Riavvia ora il PC così da permettere al sistema di partire pulito, potrai così riprovare a installare il plugin per risolvere eventuali problemi pregressi.

Io la procedura l’ho provata e posso dirti che funziona, ho avuto qualche rogna in fase di disinstallazione classica del pacchetto (come ti ho detto in apertura articolo) ma alla fine con un po’ di tecnica vecchia scuola e Process Explorer ne sono uscito vincitore. Nonostante il Task Manager di Windows 10 sia avanti anni luce rispetto a tutto quello che abbiamo visto in passato (nativamente) l’utility di Mark Russinovich continua ad avere una flessibilità e precisione chirurgica che nessun altro può garantire.

A me non resta che augurarti buon lavoro.


grazie a: tpein.dk/?p=306
immagine di copertina: unsplash.com / author: Jean-Philippe Delberghe
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Una pubblicità neanche tanto vecchia recitava grosso modo che quando una cosa funziona bene ti dimentichi di averla. Ecco, SMS Backup+ è forse l’applicazione che più di tutte ho utilizzato su qualsiasi mio smartphone o tablet Android. Dopo anni di onoratissimo servizio mi sono ritrovato in difficoltà con l’annuncio del lockdown delle API di Google entrato in vigore ufficialmente lo scorso 15 luglio (te ne avevo parlato anche in Letture per il (non) weekend: Google tra diritto alla Privacy e API dei programmi terza parte). Permettere a SMS Backup+ di continuare a fare il suo lavoro è possibile, ti spiego di seguito come.

SMS Backup+: nuova vita dopo il lockdown API di Google

SMS Backup+

Non volevo spendere troppe parole sul farti conoscere SMS Backup+ perché se non l’hai usato fino a oggi è molto probabile che non ti serva realmente creare una copia di backup di SMS e cronologia chiamate sul tuo account di posta Google, o forse sì? Forse non sai che SMS Backup+ è un’applicazione gratuita disponibile sullo store di Google per Android che ti permette di creare una copia dei tuoi messaggi di testo e dell’intera cronologia chiamate salvandola nell’account di posta (Gmail), permettendoti così una piena e immediata ricercabilità di testo e/o interlocutore, una comodità alla quale non ho mai voluto rinunciare nel corso degli anni.

SMS Backup+
SMS Backup+
Developer: Jan Berkel
Price: Free+

Una volta installata e connessa all’account Google tramite modern-authentication bastava dare una controllata (e non necessariamente modificare) agli intervalli di sincronizzazione con l’account Gmail lasciando al software l’incombenza di prima sincronizzazione, operazione che veniva poi seguita da ulteriori check decisamente meno pesanti rispetto al primo. Alla stessa maniera, cambiando dispositivo, è sempre stato possibile chiedere a SMS Backup+ di ripristinare tutto lo storico effettuando così l’operazione contraria. Mai avuto un problema, mai.

Post-lockdown

Post chiusura dell’accesso API per tutte quelle applicazioni che non sono realmente client di posta elettronica (calderone in cui è finita ovviamente anche SMS Backup+), l’applicazione su Android ha perso l’accesso a Gmail e di conseguenza non ha più potuto portare a termine il proprio lavoro. Lacrimucce a parte e messaggio di errore che non ha neanche avuto la decenza di chiedere permesso prima di mostrarsi a video, il work-around era già a portata di mano e segue un filone totalmente diverso che si spera Google non voglia andare a toccare (perché andrebbe a impattare anche su altro).

SMS Backup+: nuova vita dopo il lockdown API di Google 1

La soluzione si chiama IMAP e grosso modo ce l’hanno già tutti a disposizione. Se così non fosse il consiglio (se vuoi continuare a utilizzare SMS Backup+ è quella di andare ad abilitare l’accesso con questo protocollo dalle impostazioni di Gmail):

SMS Backup+: nuova vita dopo il lockdown API di Google 2

A questo punto non resta che modificare la configurazione di SMS Backup+ andando a ritoccare la modalità di accesso a Gmail. Per farlo ti basterà andare in Impostazioni avanzate → Impostazioni server IMAP e:

  • ritoccare Autenticazione selezionando Testo semplice al posto di XOAuth2 (Gmail),
  • verificare che l’indirizzo del server riporti imap.gmail.com:993,
  • verificare che l’indirizzo email / account IMAP riporti il tuo indirizzo di Gmail (corrispondente quindi allo username da utilizzare),
  • inserire la password che utilizzi per accedere al tuo account Gmail (*),
  • lasciare inalterate le voci Sicurezza e Trust all certificates.

Perché ho utilizzato un asterisco in corrispondenza della voce relativa alla password di Gmail? Perché qui hai due possibili vie da percorrere:

Se hai fatto tutto senza errori dovresti riuscire ora a far ripartire ogni normale attività di SMS Backup+ come nulla fosse mai accaduto:

Il tutto per la tua (e anche mia) felicità, con buona pace dell’accesso in modern-authentication di Google che avrei certamente preferito, ma che evidentemente non sarà più utilizzabile dall’autore dell’applicazione che è assolutamente informato e allineato sul problema, pur essendo impotente davanti alla scelta di big G. (con tanto di rifiuto alla richiesta specifica di accesso API per la sua applicazione), vedi il thread su GitHub all’indirizzo github.com/jberkel/sms-backup-plus/issues/959 e nello specifico questo commento: github.com/jberkel/sms-backup-plus/issues/959#issuecomment-505645577.

L’autenticazione IMAP con password in chiaro è chiaramente meno sicura rispetto all’autenticazione moderna, me ne rendo conto, ma generare un’app password per SMS Backup+ è certamente meglio che inserire la password che permette un totale accesso al proprio account Google. Ti prego, vai ad attivare l’autenticazione a due fattori se non lo hai ancora fatto, è davvero molto stupido rischiare così tanto (e non parlo solo di questo specifico caso).

Happy backup! ✌️


crediti: github.com/jberkel/sms-backup-plus/issues/959
immagine di copertina: unsplash.com / author: Web Hosting
× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Il risultato non cambia, e questa è un po’ la chiusa che potrei già raccontarti in fase di apertura articolo. Un ossimoro niente male, non trovi anche tu? L’estate è ormai scoppiata e nonostante qualche incertezza nel clima (dove le piogge di stagione hanno lasciato spazio a grandinate tropicali che Miami levati) torna prepotente la presenza della musica nelle ore che ci accompagnano durante le nostre ferie, è un argomento che si ripete tanto quanto i servizi di Studio Aperto sul non uscire nelle ore calde. Contrariamente al solito però oggi si parla nuovamente di SONY e della possibilità di acquistare un buon prodotto che ti tenga compagnia ma a un prezzo molto più che accessibile: lo speaker bluetooth SRS-XB01.

Sony SRS-XB01: cambiando l'ordine degli addendi ...

SONY SRS-XB01

Colori vivaci, compatto e leggero, suono deciso, pulito, con un basso onesto per una dimensione così contenuta, titolo dell’articolo e introduzione vogliono sottolineare quanto una ricerca e relativo sviluppo già ben rodato possano permettere a un’azienda come SONY di introdurre sul mercato concetti nuovi nelle forme mantenendo pur sempre un forte legame con il passato e con quanto già provato tempo addietro (Sony SRS-XB10 è il degno erede dell’adorato Sony SRS-X11? o ancora Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth), approvato e utilizzato da molti clienti che ancora oggi non sentono assolutamente il bisogno di cambiare qualcosa che funziona bene.

SRS-XB01 è un altoparlante mono da 37,5mm con diffusione full range racchiuso in 160 grammi totali di prodotto dalle dimensioni molto contenute (L x A x P: circa L81,5 x A57,5 x P56,5 mm secondo i dati ufficiali che trovi tu stesso nella scheda tecnica disponibile su sony.it/electronics/speaker-wireless/srs-xb01/specifications), con connessione Bluetooth (principale nonché consigliata) e un ingresso Mini-jack stereo (AUX) al quale puoi anche scegliere di collegare un lettore Mp3 esterno o il tuo smartphone nel caso in cui tu non abbia necessità di allontanarlo dallo speaker (il range di copertura arriva a circa 10 mt quando si sfrutta il Bluetooth, per completezza di informazioni).

La durata della batteria integrata (parametro sempre fondamentale per una valutazione completa) di SRS-XB01 si attesta sulle 6 ore secondo la scheda caratteristiche pubblicata da SONY, quello che io posso dirti è che il valore può ballare come in ogni altro caso / prodotto / occasione, il volume tenuto e la distanza dalla sorgente sono punti da tenere sempre all’interno di un’equazione non sempre ben bilanciata. Di certo non sono poche le ore di riproduzione, devi pensare quindi a questo speaker come a un compagno di avventure nel caso in cui tu stia uscendo in bicicletta o per andare al mare, da utilizzare in un intervallo di tempo tutto sommato definito, non è certo la soluzione perfetta per un’intera giornata fuori di casa (a meno di non portare con sé una batteria tampone diventata ormai molto comune nella dotazione di noi tutti). Una ricarica della batteria (se questa è a zero) richiede 3 ore.

Come ogni speaker Bluetooth SONY che si rispetti anche questo permette un controllo totale della playlist grazie ai pulsanti rapidi che puoi utilizzare per mettere in pausa (e riprendere) l’ascolto della traccia, alzare o abbassare il volume, rispondere al telefono grazie alla possibilità di trasformarlo in dispositivo vivavoce per lo smartphone, cambiare traccia con un piccolo trucco: due colpi sul pulsante di play/pausa per mandare avanti, tre colpi per tornare indietro (qui trovi il manuale completo del prodotto).

Aggiungo inoltre che SRS-XB01 è protetto contro spruzzi d’acqua e polvere, per la precisione si parla di una certificazione IPX5 (riporto fedelmente):

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

Ciò vuol dire che puoi certamente portarlo in piscina ma non potrai fargli fare il bagno insieme a te, né tanto meno continuare a tirarlo dentro a eventuali battaglie di gavettoni senza esclusione di colpi 😏

In conclusione

Un prodotto che ha certamente delle limitazioni ma che svolge egregiamente il lavoro che è chiamato a fare. Si tratta di un investimento che richiede davvero una cifra irrisoria, si parla di 35€ di listino che diventano anche meno se si passa da Amazon (dove costa meno di 20€!) e affini. È SONY, motivo per il quale guadagna punti fiducia e non tradisce anche quando messo seriamente alla prova, è il vorrei ma non posso dei suoi fratelli più grandi, ma in quel caso si parla di tutt’altro tipo di prodotto e di budget da mettere a disposizione dell’acquisto musicale estivo.

Promosso come entry-level dalle caratteristiche “limpide” e senza pretese, un piccolo che sa farsi sentire.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: un regalo di SONY arrivato a dirla tutta un bel po' di tempo fa, utilizzato più volte ma mai recensito in questo blog. Perché non farlo adesso in occasione della stagione più calda dell'anno?
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Qualche tempo fa è toccato a Fibra.Click e relativa FibrApp, strumenti fenomenali per seguire l’avanzamento dei lavori di cablaggio della rete in fibra ottica nei centri delle nostre città, nelle zone disagiate, nelle periferie (vedi forum.fibra.click/d/1420-il-sito-per-la-verifica-copertura-fibraclick-chiude), TIM ha deciso che no, quei dati pubblici non potevano essere presi, lavorati e proposti in maniera più semplice agli utenti desiderosi di sapere quando la rete internet ad alta velocità avrebbe raggiunto la propria abitazione.

Oggi apprendo a distanza di una manciata di ore che lo stesso destino è toccato a Trenìt con un blocco imposto da Trenitalia. Stesso tipo di situazione, dati pubblici ma che non si possono evidentemente utilizzare (in un’applicazione oggettivamente migliore di quella ufficiale, ma questa non è certo una novità):

Domande e risposte disponibili su trenit.app/sospensione-faqs

Davvero, qual è il vostro problema? I dati sono pubblici dannazione, mi torna in mente quell’articolo di Fabio pubblicato nel 2017, di anni ne sono passati altri due rispetto ad allora, eppure la situazione non mi pare molto cambiata.

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Lasciato il giusto spazio ai suggerimenti e risorse utili per il tuo Raspberry casalingo (o d’ufficio, chi lo sa) ecco che arriva il riepilogo di una lunga settimana fatta di alcune notizie davvero interessanti, in alcuni casi anche un pelo preoccupanti. Si parla di limitazioni alla privacy (argomento a me molto caro), Netflix, Twitter e anche BlaBlaCar e un suo nuovo modo di vedere il trasporto pubblico su ruota (nuovo rispetto alla mission principale del brand, nda). Passa un weekend rilassante se puoi e resisti, ormai le ferie sono vicine per tutti (soprattutto per quelli che sono costretti ad allontanarsi solo ad agosto!).

Letture per il weekend: 6

Ultime novità

  • I disclaimer legali dentro le email non servono a niente: (ITA) non c’è nessuna legge che imponga di inserirli e nessuna utilità dal punto di vista legale, ma lo fanno comunque in molti (troppi). Il blocco di righe che chiudono tipicamente un’email inviata dall’indirizzo aziendale è uno storico “must-have” insopportabile che spesso supera la quantità di testo utile, quello che si trova nel corpo dell’email. Un’analisi e spiegazione più che completa fornita da ilPost spiega l’inutilità assoluta di questa pratica.
  • Ecco a voi… BlaBlaBus!: (ITA) zitta zitta, quatta quatta, BlaBlaCar salta fuori con una bella novità riguardante il trasporto pubblico su strade italiane ed europee introducendo il servizio BlaBlaBus, risultato dell’acquisizione di Ouibus. Al carpooling si affianca quindi un diretto competitor di FlixBus, con destinazioni importanti e tariffe evidentemente vantaggiose così come dettato dalla missione principale di BlaBlaCar.
  • Twitter cancella i post di odio contro le religioni: (ITA) una nuova policy con relativa stretta sul linguaggio utilizzato è in arrivo sul Social Network caratterizzato dall’azzurro cinguettatore. Arriva lo stop ufficiale a tutto ciò che verrà considerato disumanizzante, odio ingiustificato verso religioni e culture di ogni popolo, risultato di un’indagine condotta che ha portato a ottomila feedback da trenta diversi Paesi.
  • Netflix frena nella crescita di abbonati: competizione e rincari si fanno sentire: (ITA) la crescita della clientela pagante di Netflix è minata non solo dall’aumento di prezzi che ha preso piede in ogni mercato, ma anche da una (sana, nda) concorrenza messa in campo dai suoi diretti competitor. Lo diresti mai che YouTube fa parte di questi? E non sto parlando certo della neonata offerta a pagamento.
  • Vodafone, ecco il modulo per il rimborso della fatturazione a 28 giorni: (ITA) Vodafone mette a disposizione dei clienti al momento privati con contratto casalingo il modulo di richiesta rimborso per la fatturazione errata a 28gg, dedicato a coloro che non hanno accettato (e non vorranno farlo neanche in un futuro prossimo) bonus e scontistiche che vanno in qualche maniera a sostituire la forma di rimborso classica per quanto pagato più del dovuto. Arriveranno anche gli altri operatori?
  • Migliaia di clienti truffati da tre siti e-commerce: sgominata la banda di Cremona: (ITA) lo spot di MaraShopping mi aveva personalmente triturato le scatole per quante volte veniva fatto passare in radio, segno di una pressante campagna marketing che aveva tutta l’intenzione di scolpirti nella testa quel dominio e quel nome, creatura finita nel mirino delle indagini e già oscurata dalla Polizia Postale insieme ad altri siti web che possono essere facilmente reperiti online nei vari approfondimenti. Occhi sempre ben aperti quando si tratta di sconti assurdi e richieste di pagamento “fuori dal normale“.

Privacy e Sicurezza

  • A New Ransomware Is Targeting Network Attached Storage (NAS) Devices: (ENG) un nuovo attacco di tipo Ransomware prende di mira i NAS QNap che – se non correttamente protetti e aggiornati – rischiano di vedersi criptare tutto il contenuto che tale rimarrà fino al pagamento di un riscatto in Bitcoin. Il codice è stato già studiato e sembrano esserci buoni spiragli per ciò che riguarda la decriptazione senza pagare riscatto alcuno, tu puoi però metterti preventivamente al riparo verificando di aver preso ogni precauzione a riguardo.
  • FaceApp: due parole sull’opportunità di inviare dati personali all’applicazione: (ITA) e ci aggiungo anche un pensiero di Andrea (qui: andrea.co/blog/2019/7/18/faceapp-divertente-ma). Entrambi gli articoli riprendono quello che è il mio pensiero, “vittima” impotente di amici che hanno deciso di utilizzare questo “simpatico tool” mettendoci di mezzo fotografie del sottoscritto (e non solo). Non mi piace la loro Privacy Policy, non mi piace che non si faccia mai riferimento al GDPR (nonostante questo sia sempre tanto sottovalutato), non mi fido di chi mi dice che dopo 48 ore tutto è andato a farsi benedire su server dove non ho visibilità alcuna di ciò che accade dietro le quinte. Facebook fa schifo in quanto a privacy degli utenti, ma devo dire che anche FaceApp non se la cava affatto male.
  • Kazakhstan Begins Intercepting HTTPS Internet Traffic Of All Citizens Forcefully: (ENG) la Cina fa scuola, non è certamente una cosa positiva. Citerò le parole di un utente del gruppo di Pillole di Bit su Telegram (una manica di nerd e non che parlano di cose brutte legate a informatica e sicurezza): Chi lo fa, si fa autogol.. Chi non lo fa… Non naviga più dato che lo stato ha il controllo degli ISP. La sostanza è che è stato reso legale e obbligatorio consegnare tutti i dati della propria navigazione a un controllore che nessuno ha mai deciso di eleggere.

Dai un’occhiata anche a …

  • Calcolo proporzioni e riduzione in scala: (ITA) un piccolo tool online che ti permette di calcolare proporzioni e riduzioni in scala nel caso in cui tu stia lavorando con delle immagini (per esempio) e necessiti di fare un ridimensionamento quanto più corretto possibile.
  • Film Marvel, i migliori 10 al 2019: (ITA) una classifica dei 10 migliori film dell’universo cinematografico di Marvel corredati di voti comparsi su Metacritic e Rotten Tomatoes. Su qualcuno di questi probabilmente avrei operato delle modifiche ma poco importa, è bello confrontarsi con altri appassionati del MCU. Ormai gli anni iniziano a diventare tanti così come i piccoli grandi capolavori realizzati dalla grande famiglia capitanata da Kevin Feige, stilare delle classifiche di gradimento è cosa assai normale.

immagine di copertina: unsplash.com / author: Nathan Dumlao
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