Il periodo (teoricamente) più caldo dell’anno si avvicina, qui si inizia a calare la quantità di articoli in pubblicazione e ci si prepara a qualche giorno di riposo (anche se manca ancora un po’). Volendola considerare la classica annualità di lavoro, posso dire di essere soddisfatto, ho fatto un buon lavoro e tu lì fuori ci sei sempre stato, hai letto un articolo interessante e sei rimasto, o magari sei andato via ma un domani magari tornerai per leggere ancora qualcosa. Gioxx’s Wall è cresciuto, molto del merito è proprio del lettore.

Primi passi con Google Local Guides 3

Vorrei cominciare la nuova settimana dedicando questo articolo a uno degli strumenti di Google più giovani, attraverso il quale sta attraendo l’attenzione di volontari che sono pronti a dire la propria e che magari non vogliono più lasciare il proprio contributo su piattaforme come TripAdvisor e simili. Io? Io TripAdvisor l’ho sempre usato poco. Ho creduto e dato fiducia a FourSquare, sin dalla sua nascita. Ho mal digerito la scissione dell’applicazione e relativa creazione di Swarm (fatico a sopportarla ancora oggi) perché mi è sempre piaciuto quell’essere mezzo gioco e mezzo catalogo delle attività sul territorio che FourSquare ci ha abituato ad avere nel palmo della mano.

Ho provato Google Local Guides. Big G. ha scelto di arricchire le funzioni di modifica di Google Maps e permettere all’utente finale di dire la propria, di contribuire modificando o aggiungendo informazioni ai luoghi quasi sempre presenti sulla mappa (dal mio primo contributo, due mesi fa circa, ho già trovato alcune attività non schedate nei database del grande fratello, nda). Tutto comincia con un singolo contributo, basta un parere, una fotografia, ecco quindi che si viene catturati nel vortice e si arriva facilmente al livello 2, una scalata verso piccoli riconoscimenti virtuali, talvolta anche molto graditi (come lo spazio aggiuntivo Google Drive che si ottiene a livello 4, tanto per dire).

Primi passi con Google Local Guides

Google Local Guides si basa sulla cronologia dei propri spostamenti, ma anche su contributi che puoi scegliere di dare semplicemente cercando un posto su Maps e aggiungendo un parere, un numero di telefono, qualsiasi altro dettaglio mancante o errato. Se non sai ancora cos’è la cronologia degli spostamenti e magari possiedi uno smartphone con piano dati attivo (Android in particolare), forse è il caso che tu dia un’occhiata al sito web google.com/maps/timeline. Fatto? Tutto bene? Hai appena scoperto che Google è in grado con precisione quasi millimetrica di ricostruire gli spostamenti principali della tua giornata? Puoi scegliere se continuare a tracciare questi spostamenti o disattivarli e chiedere a Google di non invadere ulteriormente la tua privacy, gestisci la cosa direttamente tramite le istruzioni presenti nella pagina web che hai da poco aperto.

Tutti possono contribuire alla crescita di Google Maps tramite Local Guide, io ho caricato qualche scatto catturato durante le mie mangiate con i colleghi o con gli amici, e ho visto crescere rapidamente le statistiche di visualizzazione poiché molti degli utenti che cercano un particolare luogo vogliono anche vedere cosa c’è di buono lì, cosa devono potersi aspettare. E se l’immagine qui di seguito ti mostra un ringraziamento da parte di Google che parla di 1000 visualizzazioni, sappi che a oggi (mentre sto scrivendo l’articolo) il numero di visualizzazioni ha superato quota 100.000.

Primi passi con Google Local Guides 1

Il tempo da dedicare alla piattaforma lo scegli tu. Pochi minuti? Una mezza giornata per clonare i pareri già dati tramite altri Social Network? Una volta ogni 3 mesi? Poco importa, non è un dovere, è e deve rimanere un piacere che possa permetterti di aiutare gli altri utenti a fare una scelta. Google Local Guides ti farà (se lo vuoi) delle domande per avere quanti più dettagli possibili riguardo un luogo che hai già frequentato, anche questa operazione porta a dei punti che permettono di far crescere le tue statistiche. Più punti corrispondono a maggiore autorevolezza sulla piattaforma (con la speranza che le tue recensioni non vengano scritte solo per crescere in classifica, creando quindi più garbage che altro), quindi a traguardi da raggiungere per ottenere bonus che vengono dichiarati nella pagina della piattaforma.

In Google Local Guides ho rivisto quella voglia di crescere e condividere informazioni tra utenti che più mi era piaciuta in FourSquare. Spero possa migliorare sempre più e permettere agli utenti di fornire maggiori contributi con più libertà e velocità nell’approvazione delle modifiche (cosa che oggi è parecchio lenta e che non sempre rema nella giusta direzione). Il vantaggio sta (tra la tante cose) nel fatto che non serve scaricare alcunché, chi ha l’applicazione di Google Maps installata sul proprio smartphone, ha già accesso a Local Guides, nella sezione “I tuoi contributi” raggiungibile tramite menu di sinistra. Sarà la stessa applicazione a rilevare la tua posizione e chiedere di effettuare l’upload delle fotografie che scatti quando vai in giro, ammesso che queste vengano realizzate all’interno di un luogo presente nella cartografia di Google. La facilità d’uso è uno dei punti a favore di Google, forse inutile da dire, a Big G. piace vincere facile.

Primi passi con Google Local Guides 2

Sei pronto alla scalata? Collegati e contribuisci anche tu! :-)

Succedeva lo scorso anno, si è ripetuto e concluso da poco anche in questo. C’è un giorno in cui Amazon decide (in collaborazione con chi i prodotti li mette sul mercato) di fare sconti molto superiori al normale (non per tutto, sia chiaro) per un tempo e per uno stock limitato, rispettando il più classico dei “chi prima arriva, meglio alloggia“. Il Prime Day, dedicato ai clienti Amazon Prime, si è concluso con cifre che hanno battuto persino il Black Friday, considerato il giorno di vendite per eccellenza per Amazon e per molti altri player dell’e-Commerce (e non solo).

Amazon Prime ti costa troppo? Rinuncia all'abbonamento!

Inutile forse dirlo, ma puntuali come le tasse o l’invito della compagna ad andare all’Ikea quando meno te lo aspetti, anche quest’anno ci si è presi la solita ondata di polemiche gratuite, radical chic e semplici troll che hanno pensato di andare contro corrente, magari comprare qualcosa ma continuare a raccontare che “non c’era nulla di buono“, “tutta roba da garage, quella che volevano togliersi di mezzo“. Io ho personalmente trovato qualche sconto appetibile sia lo scorso anno che questo, ho partecipato come cliente al Prime Day e portato a casa qualcosa che tenevo d’occhio da tempo ma che non avevo ancora acquistato, proprio in attesa di uno sconto maggiore.

Come si può rispondere però a questo tipo di polemiche? Come si può realmente capire se hai acquistato qualcosa facendo un buon affare o se sei semplicemente caduto nella trappola del prezzo fintamente ribassato rispetto al listino di mercato o allo stesso prezzo impostato però qualche mese prima? Funziona un po’ come con i saldi in città, quando un cartellino viene appositamente modificato tirando un pelo più su il prezzo “di listino” e mostrando uno sconto superiore a quello che in realtà viene applicato al cliente finale. Il metodo per proteggersi esiste ed è facile da utilizzare.

Add-on per i browser

Si chiama Keepa ed è il componente aggiuntivo di cui vi parlo oggi. Ricordi il sito web CamelCamelCamel di cui ti ho parlato lo scorso anno? Grosso modo non ci si allontana da quell’idea, anzi, la si migliora integrando qualcosa in più all’interno della pagina web del prodotto che stai tenendo d’occhio su Amazon. Keepa è disponibile per Firefox e per Chrome, puoi recuperare l’estensione direttamente da qui:

Keepa.com - Amazon Price Tracker
Keepa - Amazon Price Tracker
Developer: keepa.com
Price: Free

Facciamo un esempio pratico. Durante l’ultimo Prime Day ho acquistato un pacco convenienza di capsule per la lavastoviglie. Solitamente lo trovo al centro commerciale, nelle catene specializzate o comunque su Amazon, ma a prezzo di poco superiore a quello che ho trovato durante la giornata di sconti. Facile ricordare (o quasi) il prezzo applicato dai negozianti, forse meno quello di Amazon, per questo Keepa propone un grafico di variazione dei prezzi iniettato direttamente nella pagina del prodotto, subito sotto al blocco principale, proprio come puoi vedere nella figura qui di seguito:

Amazon Prime Day: ho fatto un buon affare?

Nelle sue impostazioni è possibile modificare l’intervallo di date da analizzare, ma anche visualizzare (o no) il prezzo di mercato, quello nelle giornate speciali su Amazon, quello nell’usato (ovviamente non vale con le capsule della lavastoviglie!). Insomma, puoi capire da solo e in maniera estremamente semplice se stai per fare (o se hai fatto, post-acquisto) un buon affare, oppure se ti sei fatto ingannare da quello sconto apparentemente “pazzo“. Durante il Prime Day questo specifico prodotto ha raggiunto un ottimo prezzo, che poche altre volte ho trovato facendo la spesa al supermercato, per questo motivo ho deciso di procedere con l’acquisto :-)

Cosa cambia quando c’è di mezzo il mercato del nuovo e dell’usato? Poco, nel senso che potrai vedere una diversa linea e un ulteriore prezzo che ti permetterà di farti un’idea della convenienza dell’acquisto tramite Amazon, è un dettaglio in più da non trascurare.

Amazon Prime Day: ho fatto un buon affare? 1

L’alternativa firmata Telegram

Si chiama PriceTrackBot e ne parlerò anche in un prossimo articolo dedicato ai migliori bot per Telegram, che sto cercando di ultimare. Funziona allo stesso modo di CamelCamelCamel ma anche di Keepa. Traccia infatti le modifiche di prezzo di uno o più prodotti da te sottoposti al bot. Li tiene d’occhio, ti avvisa ogni volta che c’è una variazione così che tu possa valutare se procedere o meno con un acquisto. I comandi sono sempre disponibili nell’interfaccia di Telegram, non serve impararli, dovrai solo aggiungere il bot alle tue chat e iniziare a interagire con lui. Sviluppato da un team italiano, puoi dare inizio alle danze andando all’URL telegram.me/PriceTrackBot.

Price Trackbot su Telegram

In conclusione

Questi sono solo due metodi possibili per seguire l’andamento del prezzo di un prodotto a cui sei interessato e che segui già su Amazon, il terzo è certamente CamelCamelCamel del quale ho già parlato lo scorso anno. In realtà ne esistono molti altri e variano di poco, bisogna solo che tu capisca quale può fare al caso tuo e perché, che vantaggi e svantaggi porta nell’utilizzo, quali sono i possibili miglioramenti e (se puoi) segnalarli allo sviluppatore. Il web fortunatamente offre sempre una moltitudine di strumenti che possono tornare utili ai clienti per evitare di incorrere in incauti acquisti a prezzi superiori al dovuto.

Tu conosci altri tool che vuoi suggerire? Approfitta dell’area commenti per partecipare alla discussione!

Da quando esiste Microsoft Office, esiste anche la possibilità di rimuoverlo dalla macchina in maniera più efficace, forzata, nel caso in cui i file necessari a una disinstallazione regolare da Pannello di Controllo vengano a mancare o risultino danneggiati per qualsivoglia motivo. Sai dove mettere mano o come muoverti in caso di emergenza? No? Poco male, posso suggerirti che tool scaricare, senza la necessità di prodotti di terze parti, perché Microsoft mette già a disposizione di amministratori di sistemi e semplici utenti casalinghi script sempre aggiornati e che difficilmente falliscono anche nelle situazioni peggiori.

Disinstallazione Office 365 (2016): OffScrub16 e OffScrubc2r

Per evitare errori, Microsoft propone da tempo delle soluzioni eseguibili che, una volta avviate, lanciano autonomamente operazioni ben precise sulla macchina, consegnando poi il risultato finale a video, così che tu possa verificarlo e accertarti che tutto sia andato liscio. Quegli eseguibili in realtà, nascondono dei file VBScript molto complessi che possono essere facilmente recuperati. Ancora oggi il metodo è perfettamente funzionante e ho imparato a capire come muovermi semplicemente leggendo qualche articolo online, uno tra tanti (ben realizzato) è ancora disponibile all’indirizzo blogs.technet.microsoft.com/odsupport/2011/04/08/how-to-obtain-and-use-offscrub-to-automate-the-uninstallation-of-office-products.

Sulla base di questo, è facile crearsi una piccola cartella da tenere su chiave USB (o altrove) per recuperare al momento opportuno ciò che più ti è utile. Ho caricato ogni VBS online, così che tu possa scaricarli facilmente, li trovi (aggiornati alle release Click2Run e Office 2016 anche con abbonamento 365) all’indirizzo app.box.com/s/lufdy9nqb7ebr8j53asbn9rkdrbd9smr. Utilizzarli è semplice, puoi fare riferimento al primo blog Technet che ti ho riportato qualche riga fa, gli script permettono di lavorare su Office dalla sua versione 2003 alla più recente 2016 (come già detto).

Se sei solo curioso e non vuoi scaricare alcunché, puoi trovare una copia di OffScrub16.vbs su Gist. Sempre lì trovi anche una copia di OffScrubc2r.vbs, per la pulizia dei prodotti Click2Run (più generico, in grado di spazzare via anche le ultime versioni dei prodotti Microsoft per l’ufficio, compresi Project o Visio, tanto per dire).

Vecchia scuola

Se vuoi provare a disinstallare un prodotto in maniera regolare (o manualmente), devi sapere che Microsoft propone un documento estremamente chiaro all’indirizzo support.office.com/en-us/article/Uninstall-Office-2013-Office-2016-or-Office-365-from-a-PC-9dd49b83-264a-477a-8fcc-2fdf5dbf61d8, all’interno del quale potrai specificare il sistema operativo utilizzato (così da ottenere le istruzioni da seguire passo-passo), e in alternativa scaricare quello che viene chiamato “Easy Fix Tool” che andrà a effettuare in maniera completamente autonoma le operazioni sulla tua macchina, così da permetterti di pulire ogni file, ogni chiave di registro, preparando così il sistema a ricevere da zero una nuova installazione di Office. Ti stai chiedendo se si tratta del VBS più recente di cui ho parlato poco fa? Si, è lui, semplicemente conservato all’interno dell’eseguibile e depositato in maniera temporanea nella cartella C:\Users\administrator\AppData\Local\Temp\msdtadmin\_1AD76E40-C8F2-4381-82D3-781C693A6746_\cabpkg, a meno di diversa versione da te scaricata. Cambia poco in realtà (può variare la stringa esadecimale, il resto rimane generalmente invariato).

Se neanche il tool può nulla, ricordati che hai la possibilità di intervenire manualmente su Office 2016 o Office 2013, tanto per citare i due più recenti.

Integrazione

Manco a dirlo, gli script VBS di Microsoft sono perfetti per essere integrati all’interno di script più complessi o batch che possano richiamarli in caso di necessità. Ovviamente anche Dell Kace ne può fare uso in base a ciò che trova sul sistema. Uno script utilizzato per lavoro prevede il rilevamento delle versioni antecedenti all’ultima 2016 con conseguente pulizia eseguita lanciando il VBS adatto, per capirci:

:findoffice
set ofc2k3=No
set ofc2k7=No
set ofc2k10=No
set ofc2k13=No
set visio2k13=No
set prj2k13=No

if "%processor_architecture%" == "AMD64" GOTO AMD64
if "%PROCESSOR_ARCHITEW6432%" == "AMD64" GOTO AMD64
if "%processor_architecture%" == "x86" GOTO x86
GOTO exitcleaner

:AMD64
echo Sistema a 64 bit
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office11\WINWORD.exe" set ofc2k3="Si (Versione x64)"
if exist "%ProgramFiles(x86)%\Microsoft Office\Office11\WINWORD.exe" set ofc2k3="Si (Versione x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office12\WINWORD.exe" set ofc2k7="Si (Versione x64)"
if exist "%ProgramFiles(x86)%\Microsoft Office\Office12\WINWORD.exe" set ofc2k7="Si (Versione x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office14\WINWORD.exe" set ofc2k10="Si (Versione x64)"
if exist "%ProgramFiles(x86)%\Microsoft Office\Office14\WINWORD.exe" set ofc2k10="Si (Versione x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office 15\root\office15\WINWORD.exe" set ofc2k13="Si (Versione O365 x64)"
if exist "%ProgramFiles(x86)%\Microsoft Office 15\root\office15\WINWORD.exe" set ofc2k13="Si (Versione O365 x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office15\VISIO.exe" set visio2k13="Si (Versione O365 x64)"
if exist "%ProgramFiles(x86)%\Microsoft Office 15\root\office15\WINWORD.exe" set visio2k13="Si (Versione O365 x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office15\WINPROJ.exe" set prj2k13="Si (Versione O365 x64)"
if exist "%ProgramFiles(x86)%\Microsoft Office 15\root\office15\WINPROJ.exe" set prj2k13="Si (Versione O365 x86)"
GOTO execute

:x86
echo Sistema a 32 bit
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office11\WINWORD.exe" set ofc2k3="Si (Versione x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office12\WINWORD.exe" set ofc2k7="Si (Versione x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office14\WINWORD.exe" set ofc2k10="Si (Versione x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office 15\root\office15\WINWORD.exe" set ofc2k13="Si (Versione O365 x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office15\VISIO.exe" set visio2k13="Si (Versione O365 x86)"
if exist "%ProgramFiles%\Microsoft Office\Office15\WINPROJ.exe" set prj2k13="Si (Versione O365 x86)"
GOTO execute

:execute
cscript //nologo \\TUOSERVERKACE\cleanofc\ofc_start.vbs %ofc2k3% %ofc2k7% %ofc2k10% %ofc2k13% %visio2k13% %prj2k13%

:ofc2003
if %ofc2k3%=="Si (Versione x86)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub03.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %ofc2k3%=="Si (Versione x64)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub03.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
:ofc2007
if %ofc2k7%=="Si (Versione x86)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub07.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %ofc2k7%=="Si (Versione x64)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub07.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
:ofc2010
if %ofc2k10%=="Si (Versione x86)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub10.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %ofc2k10%=="Si (Versione x64)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub10.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
:ofc2013
REM Utilizzo lo stesso script per rimuovere anche Visio e Project 2013 (sempre in versione C2R 365)
if %ofc2k13%=="Si (Versione O365 x86)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub13.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %ofc2k13%=="Si (Versione O365 x64)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub13.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %visio2k13%=="Si (Versione O365 x86)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub13.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %visio2k13%=="Si (Versione O365 x64)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub13.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %prj2k13%=="Si (Versione O365 x86)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub13.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1
if %prj2k13%=="Si (Versione O365 x64)" cscript \\TUOSERVERKACE\cleanofc\OffScrub13.vbs ALL /Q /NoCancel /BYPASS 1

:exitcleaner

Dove ofc_start.vbs viene utilizzato per mostrare un popup all’utente (indicando quali prodotti sono stati rilevati sulla macchina) e chiedendo se può procedere o meno con la rimozione. Se dovesse servirti, posso metterlo a disposizione, chiedilo pure nell’area commenti. Lo script poco sopra è chiaramente modificabile secondo tue esigenze, il mio è un esempio (comunque utilizzato in produzione) per farti capire come sia possibile utilizzare l’ottimo lavoro svolto da Microsoft all’interno del proprio ambiente di lavoro.

Al termine dell’operazione non è necessario effettuare il riavvio della macchina, puoi integrare un ulteriore VBS (o equivalente) per notificare li termine del lavoro.

Ho dimenticato nulla? :-)

Ultimate Ears (UE) non è solo un capriccio di shopping della Logitech (che l’ha acquisita nel 2008, nda) ma una vera e propria sfida nel mercato degli speaker portatili (molto gettonati e nati come funghi in tutte le salse negli ultimi anni) dove già competitor anche molto più grandi la fanno da padrone. Ho avuto modo di mettere le mani sull’ultima loro creazione, UE Roll 2, un prodotto capace di unire una buona resa audio a un’estetica fuori dal comune, con qualche caratteristica sicuramente degna di nota.

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune

Partiamo subito senza troppi giri di parole.

Mi è piaciuto perché è esteticamente diverso dagli altri, perché è impermeabile, perché se la sa cavare nel reparto audio che tutto sommato ho trovato accettabile ma inferiore rispetto ad altri speaker della stessa fascia di mercato (occhio: fascia, non con le stesse identiche caratteristiche, nda).

Mi è piaciuta la scelta di mettere i controlli del volume talmente grandi da essere quasi ignorati a una prima occhiata, perfettamente integrati in quella trama così particolare da sembrare anche fuori luogo, poi in realtà ci si convince che può rispecchiare il carattere della persona che lo acquista. Funziona alla stessa maniera con il cavo microUSB che puoi utilizzare per collegare lo speaker al PC o al caricabatterie da muro, rigorosamente caratterizzato da un colore sgargiante (la mia fotografia è qui sopra, lo vedi quel giallo che dice “levati“?) ;-)

UE è talmente fuori dai gangheri che include una piccola ciambella all’interno del pacchetto di Roll 2, così da poterla far accomodare in piscina come vorresti fare tu con il cocktail nel materassino di chissà quale fantasia da trasposizione cinematografica, ce l’hai un amico con una piscina in casa? Potresti approfittarne, potresti dare un senso alla “Ciambella Roll“. Se non hai nessun amico di questo tipo, accontentati della doccia o della vasca da bagno, quella dovremmo avercela tutti.

Ha un attacco AUX, ma questo è comune a tutti questi prodotti. La batteria viene garantita per 9h di riproduzione (più o meno), siamo sulle stesse riportate dagli altri competitor, ci arriva quasi, a volume moderatamente alto ho potuto godere di circa 8h di riproduzione prima di essere stato costretto alla ricarica, la quale è durata quasi 6 ore (ho usato volutamente la notte). La sua tecnologia Bluetooth consente di spostarsi agilmente dallo speaker di qualche metro, ma anche di collegare più dispositivi contemporaneamente (fino a due) e diversi da conservare nella “cronologia” (fino a 8 associazioni che possono partire rapidamente richiamate quando ne hai bisogno).

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune 1

Mi è persino piaciuto il modo che UE ha trovato per integrare un semplice gancio che può essere utilizzato per appendere lo speaker, oppure per portarlo manualmente in maniera più semplice di quanto si possa tenere nel palmo della mano. Pulsante di accensione (con led) e pairing Bluetooth si trovano sul retro del prodotto.

Ciò che meno mi ha convinto è stata la profondità dei bassi, per certi punti di vista quasi mancante, troppo poco incisiva. Mi ha convinto poco il design, strano, difficilmente può trovare un giusto spazio all’interno del proprio salotto (tanto per fare un esempio stupido), sicuramente è dovuto al fatto che il prodotto sia stato pensato per essere portato in giro, utilizzato tra amici, nelle scampagnate e anche in quei casi in cui non ci si aspetterebbe di avere a disposizione uno speaker per la propria musica, lecito, probabilmente preferirei le varianti meno sgargianti ed esteticamente più “banali” dello stesso identico prodotto. Mi ha stupito persino la mancanza di poterlo sfruttare come vivavoce per il proprio smartphone, niente microfono, niente party.

Il prezzo è l’ultimo dettaglio che non ho potuto ignorare. Il listino riporta 134,99€, UE Roll 2 si trova però anche su Amazon fortunatamente, a poco meno di 100€. In questo caso sono disposto a dare un diverso peso al tutto.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Logitech, sto ancora cercando di capire se deve o meno rientrare all'ovile!

Oggi si torna a parlare di ServiceDesk e di un piccolo particolare che non apprezzo particolarmente nelle sue ultime versioni: la toolbar bassa che propone i comandi rapidi per lavorare sui ticket compare esclusivamente se gli stessi superano un certo numero, costringendo il tecnico a uno scroll verso il basso, parlo di questa:

ServiceDesk: una toolbar personalizzata sempre in vista

Ho provato a chiedere lumi al forum della Community, per capire se ci fosse la possibilità di ritoccare qualcosa nella configurazione del software, e permettermi di tenere quella toolbar sempre visibile. Ho ricevuto un due di picche e nello stesso momento un suggerimento davvero ottimo: forums.manageengine.com/topic/show-bottom-toolbar, cito di seguito

Create your own toolbar.
Check:  http://sdpadmins.pl/49/dodajemy-cos-od-siebie-do-sdp-customscripts/#more-49

Te la facilito (il sito web è in polacco e ho usato un Google Translate per fare il lavoro sporco): qualcuno in ManageEngine ha ben pensato di includere la possibilità di richiamare uno script personalizzato (JS) per iniettare live alcune modifiche all’interfaccia principale, secondo necessità degli utilizzatori del prodotto. Cosa vuol dire? Vuol dire che con qualche riga di codice è stato possibile ottenere comunque il risultato sperato, nonostante non sia quello previsto da fabbrica. Ho creato una toolbar personalizzata e con posizione fixed in base alle indicazioni dell’utente che mi ha indicato la retta via.

Un piccolo telecomando di collegamenti rapidi posto in basso a destra nella schermata di ServiceDesk Plus ti permetterà di richiamare le funzioni più utili dello stesso, senza la necessità di avere 50 ticket nella stessa schermata, evitando così i molteplici movimenti e clic di mouse per arrivare allo stesso risultato tramite i pulsanti originali del software. Ho caricato il risultato funzionante su Gist:

Lo script è in grado di riconoscere l’URL attuale e far comparire la barra esclusivamente durante la visualizzazione dei ticket (quella tabellare, WOListView.do), la ricerca (SeachN.do) e la vista tabellare in seguito a chiusura di un ticket (CompleteRequest.do), il tutto sfruttando un semplice array che dietro un ciclo for verificherà ogni volta il contenuto dell’URL visitato nel momento dell’esecuzione dello script.

Un tocco di abbellimento (si fa quel che si può) via CSS, poi una serie di funzioni secondo me fondamentali, riproducendo esattamente ciò che fanno i pulsanti della toolbar proposta da fabbrica: Pick Up del ticket, Merge, Delete e Close. Ho incluso anche l’Edit ma l’ho tenuto commentato, non è il tipo di edit che mi interessa (richiama quello multiplo, non quello del ticket specifico) e probabilmente lo modificherò in futuro, non necessario esclusivamente perché viene già proposto un pulsante di Edit in corrispondenza di ogni singolo ticket riportato in visualizzazione tabellare.

Per poter funzionare, questo codice andrà salvato in un file nominato CustomScripts.js, che dovrà trovarsi nella cartella [TUOSERVERSDP]\ServiceDesk\custom\scripts. Non è necessario riavviare il servizio relativo a ServiceDesk Plus, ti basterà fare un aggiornamento forzato della pagina web visitata in quel momento (CTRL+R o Shift + F5, in base al browser utilizzato).

Come ogni cosa da me realizzata o ritoccata, non è certo priva di errori e può essere sicuramente migliorata. Se hai proposte o critiche, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon lavoro!